Thursday, January 26, 2012

Il colesterolo è stato connesso con le malattie cardiache

Mark Schauss, MBA, DB, ha speso 28 anni ricercando gli effetti nel fegato causati dalle sostanze tossiche quotidiane. Un contributore regolare del programma di educazione al Poliquin Performance, Dottor Schauss presenta seminari su esami di laboratorio e recentemente ha completato una presentazione sull’internet che sarà presto aggiunta nella sezione educativa del nostro programma di BioSignature. Uno dei temi della presentazione di Dottor Schauss è l’importanza della determinazione della quantità di colesterolo nel sangue fatta in laboratorio. Ho qui alcuni punti importanti:

“Il colesterolo è stato connesso con le malattie cardiache, e anche stato chiamato uno dei marcatori per le malattie del cuore, ma questa, è una designazione erronea – perché non lo è. Quando esaminiamo i risultati di ricerche legittime, scopriamo che il colesterolo NON è in modo definitivo connesso con le malattie del cuore.

“Naturalmente vediamo gente con un livello alto di colesterolo che ha la tendenza a soffrire di malattie di cuore, queste non sono causate dal colesterolo ma dal bloccaggio nelle arterie che è causato da altri fattori tra cui l’infiammazione. Inoltre, livelli bassi di colesterolo sono implicati in molte malattie diverse. Per esempio nel 1999 ci fu una ricerca pubblicata nel periodico Circulation sotto forma di editoriale che disse che le persone con il colesterolo troppo basso, per essere specifici sotto 160, avevano una tendenza maggiore alla depressione, suicidio, incidenti, certi tipi di cancro e ictus celebrale.

“Una condizione normale in cui troverai livelli alti di colesterolo è durante la gravidanza. Il dottore di una donna gravida voleva prescriverle una medicina contenente statine durante il terzo trimestre perché il suo colesterolo era alto – ma il fatto è che questo è normale! Il colesterolo ha bisogno di essere alto durante la gravidanza perché aiuta a nutrire il bambino e a formare il suo cervello. La maggior parte del tuo cervello è composta di colesterolo, per questo il colesterolo ha una funzione critica nel mantenere il cervello sano.”

“Un’altro punto da tenere in considerazione è che ci sono sue tipi di colesterolo: lipoproteine a densità bassa (LDL) e quelle a densità alta (LDL). Livelli alti di LDL resultano tipicamente in persone che consumano diete con tanti grassi saturi, ma specialmente grassi trans come la margarina e l’olio idrogenato. I grassi trans tra l’altro aumentano l’infiammazione. Detto questo, livelli bassi di LDL sono stati associati con anemia, ipertiroidismo, malattie polmonari e un grande numero di malattie delle cellule. Il corpo ha bisogno di LDL per mantenersi sano e disintossicarsi. LDL prende le sostanze tossiche e le porta nel fegato per eliminarle, quindi se i livelli di LDL sono troppo bassi il corpo non potrebbe riuscire a rimuovere le sostanze tossiche. In altre parole abbassando troppo il livello di LDL si potrebbero causare malattie diverse, e avere un livello alto di LDL potrebbe indicare che il corpo è stato esposto a sostanze tossiche.”

“Un’altra misurazione che mi sembra molto utile è il rapporto fra trigliceridi e HDL. Questo rapporto deve essere 2 o meno – in altre parole, tu vuoi i tuoi trigliceridi molto più bassi delle tue HDL. Le persone che anno livelli alti di trigliceridi hanno la propensità, di soffrire un infarto, molto più di quelli che hanno un livello alto di LDL, perché i trigliceridi sono molto alcalini per cui possono causare un grande danno nelle arterie. Percio più alta è la proporzione di trigliceridi, peggio è per te.”

“È anche importante ricordarsi che il tuo corpo deposita grasso per mezzo dei trigliceridi – e tu hai bisogno di grasso nel corpo. Per questa ragione livelli troppo bassi sono dannosi per la salute, nella stessa maniera in cui lo è un’ingestione inadeguata di grassi acidi essenziali come omega-3 and omega-9. Un livello alto di trigliceridi causa un grande problema perché danneggia le arterie. Quando gli esami di laboratorio indicano un alto livello di trigliceridi, devi farli abbassare velocemente e la maniera migliore che conosco per farlo è di ingerire i grassi acidi essenziali che si trovano nell’olio di pesce.”

Per favore considera che la discussione presentata è solamente una corta rappresentazione della qualità d’informazioni pratiche contenute nella futura presentazione del seminario di BioSignature. Al centro Poliquin Performance siamo fortunati di avere ricercatori di qualità come il Dottor Mark Schauss che aiuta a educare i nostri allenatori nelle scoperte più recenti della medicina alternativa

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Saturday, December 10, 2011

Il nemico silenzioso del cuore: Colesterolo cattivo

In Italia ogni ora sono ben ventisei le persone che entrano in ospedale per un problema legato all’insufficiente apporto di sangue al cuore, figlio dello scarso afflusso di sangue attraverso le arterie coronariche. Per quattordici di questi individui, il nemico si chiama infarto. Eppure fare qualcosa in termini di prevenzione sarebbe possibile, controllando al meglio i fattori di rischio, come ipertensione, sovrappeso, fumo di sigaretta e colesterolo troppo alto. Su questo fronte, peraltro, siamo di fronte ad un pericolo che non dà segni della sua presenza. Non dà sintomi, non dà campanelli d’allarme eppure arriva diretto al cuore. E va abbassato, specie negli individui che più rischiano problemi, magari perché presentano altre patologie a carico dei reni o di altri organi.

In soggetti ad alto rischio di eventi cardiovascolari, come le persone con danno renale cronico o in dialisi sostitutiva della funzione renale, la terapia ipolipemizzante ed in particolare quella di associazione tra simvastatina ed ezetimibe risulta altamente efficace nel ridurre gli eventi aterosclerotici e senza che aumentino gli eventi avversi dovuti alla terapia ipolipemizzante

Insomma, abbassare il colesterolo si può, anche nei casi più complicati, anche grazie ai moderni ritrovati della scienza che consentono da un lato di ridurne la sintesi dall’altro di limitarne l’assorbimento nell’intestino, grazie a una sorta di doppio attacco. Ma occorre attenzione, perché non tutto il colesterolo è uguale.

Per questo bisonia seguire quanto il medico indica. È importante ridurre in senso favorevole il proprio profilo lipidico, e quindi il proprio profilo cardiovascolare. Nella formulazione di una strategia efficace si deve distinguere tra colesterolo cosiddetto cattivo o LDL e colesterolo buono o HDL. A questo va aggiunto il ruolo non marginale dei trigliceridi che sono espressione sia di alterazioni del profilo metabolico che di quello genetico dell’individuo ed il cui apporto, in termini di rischio, risulta sinergico a quello del colesterolo buono e cattivo. È quindi fondamentale prestare attenzione affinché la riduzione che si ottiene sia il risultato di un energico calo del colesterolo cattivo (ed eventualmente dei trigliceridi) ed un efficace aumento di quello buono.

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Sunday, November 27, 2011

Rischio colesterolo: un pomodoro al giorno fa bene al cuore

Meglio ancora se sottoforma di succo o concentrato per facilitare l’assorbimento del licopene, antiossidante benefico per l’organismo.

Che sia in succo, concentrato o in insalata, il pomodoro è un toccasana per il nostro cuore e per tutto l’apparato cardiovascolare: riduce il colesterolo cattivo (Ldl) e abbassa la pressione arteriosa.

Tutto merito delle sostanze che il succoso frutto contiene, in particolare del licopene, un antiossidante oggetto di numerosi studi che ne attestano le proprietà benefiche per l’organismo.

Lo conferma un lavoro revisionale svolto da una equipe di ricerca internazionale coordinata dall’Università di Adelaide, Australia e pubblicato sulla rivista scientifica Maturita. Gli esperti hanno analizzato nel complesso i risultati di 14 ricerche condotte negli ultimi 55 anni per fare un punto sugli effetti positivi del pomodoro sulla nostra salute.

«Il nostro studio suggerisce che, se si assumono 25 mg o più di licopene al giorno, questo può ridurre il colesterolo Ldl fino al 10%», spiega la dottoressa Karin Ried, che ha guidato la squadra di scienziati.

E ancora meglio se il pomodoro si assume in forma liquida. I ricercatori affermano che l’assorbimento da parte dell’organismo viene in tal modo facilitato: così 50 g di concentrato o mezzo litro di succo garantiscono una buona protezione dalle malattie cardiache.

Queste quantità, infatti, producono sull’organismo effetti paragonabili a quelli offerti da basse dosi di farmaci comunemente prescritti per le persone con colesterolo elevato «ma senza gli effetti collaterali che possono includere dolore muscolare, debolezza e danni al sistema nervoso» ha sottolineato Ried.

«La ricerca dimostra che un alto consumo di licopene è stato associato a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, comprese le arterie indurite, infarti e ictus», conclude l’esperta.
Tuttavia, i ricercatori intendono condurre altri studi per valutare se dosaggi superiori a 25-44 milligrammi di licopene al giorno possano offrire ulteriori benefici.

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Tuesday, November 15, 2011

Calcolo del rischio cardiovascolare

Questo strumento ti permette di calcolare il rischio per la salute di cuore e arterie conoscendo il livello di alcuni fattori di rischio.

Il calcolo è basato su un algoritmo frutto di una ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità per stimare la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, conoscendo il valore di otto fattori di rischio:

- peso
- sesso
- età
- diabete
- abitudine al fumo
- pressione arteriosa sistolica
- colesterolemia totale
- HDL-colesterolemia
- trattamento anti-ipertensivo in corso

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Friday, October 28, 2011

Rischio cardiovascolare

Il rischio cardiovascolare quantifica le probabilità di subire una malattia a carico del cuore o dei vasi sanguigni in base alla presenza o meno di determinati fattori di rischio. Questi, tradizionalmente, si possono suddividere in fattori non modificabili (sesso, età, familiarità) e fattori correggibili mediante corretti stili di vita e/o trattamenti farmacologici (insulinoresistenza, iperinsulinemia, diabete mellito, abitudine al fumo, ipertensione arteriosa, sovrappeso, obesità, circonferenza addominale > 102 cm nell'uomo e 88 cm nella donna, menopausa precoce, ipercolesterolemia LDL, ipocolesterolemia HDL, ipertrigliceridemia, MPV > 12 fl, iperomocisteinemia, dieta inadeguata, abuso di alcol e droghe, stress, basso livello di istruzione, sedentarietà , elevati valori di fibrinogeno e proteina C-reattiva nel sangue, deficit di antitrombina III).

Il colesterolo alto è senza dubbio un importante fattore di rischio cardiovascolare, ma la sua rilevanza nella genesi di queste malattie - che abbiamo visto essere ad eziologia plurifattoriale - è stata a lungo sovrastimata. Oggi, la scelta di intraprendere o meno una specifica terapia farmacologica non è dettata dal superamento di un particolare valore di colesterolo totale, ma dalla valutazione complessiva del rischio cardiovascolare del soggetto.

L'individuazione delle persone a medio e ad alto rischio cardiovascolare permette di intraprendere azioni capaci di modificare in positivo lo stile di vita e gli altri elementi sfavorevoli ma modificabili (sesso ed età per ovvie ragioni non possono essere corretti).

Sulla base di questi elementi l'istituto superiore di sanità (ISS) ha stilato qualche anno fa la cosiddetta carta del rischio cardiovascolare. Si tratta di una serie di tabelle e suggerimenti che permettono di calcolare il rischio di subire un evento cardiovascolare maggiore (infarto ed ictus), fatale o non fatale, nei successivi 10 anni, in soggetti che non ne hanno già subito uno. Sebbene tale carta abbia i suoi limiti (ad esempio, è utile solo in prevenzione primaria ed esclude le fasce di popolazione con meno di 40 e più di 70 anni), rappresenta un valido strumento a disposizione dei medici di base.

Per stimare il rischio cardiovascolare assoluto nei successivi 10 anni è necessario prendere in considerazione sei fattori (il sesso, l'età, la colesterolemia LDL e la presenza o assenza di diabete, ipertensione ed abitudine tabagica). Una volta individuata la tabella adeguata in base al sesso, al decennio d'età e alla presenza o meno di diabete e abitudine al fumo, si ricerca la casellina corrispondente ai propri valori di colesterolemia (in mg/dL o in mmol/L) e pressione arteriosa sistolica (mmHg). La colorazione di tale casella esprime il rischio cardiovascolare del soggetto secondo quanto previsto dalla legenda, ed in particolare le probabilità di incorrere in un evento cardiovascolare maggiore nei successivi 10 anni.

Rischio cardiovascolare

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Friday, October 14, 2011

Il rischio cardiovascolare (IV)

Il fattore di rischio più importante

Non si può dire, in assoluto, quale sia il fattore più importante: bisogna infatti notare che non si tratta di fattori binari del tipo (si/no) ma di fattori a intensità variabile. Ad esempio c'è una grossa differenza tra chi fuma due sigarette al giorno e chi ne fuma due pacchetti, così come c'è una grossa differenza tra avere il colesterolo a 250 e averlo a 350.

Come ridurre il rischio cardiovascolare
La risposta è semplice: eliminare, nei modi e nei tempi giusti, tutti i fattori di rischio modificabili. Come fare? Bisogna sicuramente consultare il proprio medico e preparare un piano d'intervento compatibile con il proprio stato di salute. Ad esempio chi ha un IMC di 35 non dovrebbe decidere "da solo" di iniziare a correre per eliminare il fattore "sedentarietà". La corsa è un ottimo strumento per dimagrire, ma non è compatibile con l'obesità.

E' importante sapere che il rischio cardiovascolare è una previsione a lungo termine (circa dieci anni). Il rischio legato a un fattore persiste infatti per diversi anni dopo la rimozione del fattore stesso. Ad esempio, chi ha smesso di fumare da un anno ha un rischio più elevato rispetto a chi non ha mai fumato o ha smesso decine di anni prima. Il messaggio è chiaro... bisogna intervenire finché si è in tempo!

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Wednesday, October 5, 2011

Rischio cardiovascolare (III) - Fattori modificabili (indipendenti)

I fattori di rischio modificabili sono gli unici sui quali si può intervenire: se si tiene a rimanere in vita e in salute il più a lungo possibile, devono necessariamente essere eliminati o fortemente attenuati.

Fumo: la nicotina e il monossido di carbonio hanno un effetto devastante sul sistema cardiovascolare. Il fumo di sigaretta, oltre a far aumentare la pressione arteriosa (contribuendo quindi ad aggravare un altro fattore di rischio) e ad aumentare le probabilità d'insorgenza di tumori, favorisce anche la formazione di depositi sulle pareti interne delle arterie (aterosclerosi), i principali responsabili della malattia cardiaca.

Fumo passivo: i danni per la salute, sebbene d'intensità minore, sono quelli descritti al punto precedente.

Ipertensione: avere la pressione arteriosa troppo elevata contribuisce alla formazione di depositi ateromatosi all'interno delle arterie. Se la pressione viene mantenuta nella norma con l'utilizzo di farmaci, il rischio si riduce notevolmente.

La situazione migliora ulteriormente quando la pressione viene tenuta sotto
controllo, senza l'utilizzo di farmaci (purtroppo non sempre è possibile), grazie a un miglioramento dello stile di vita (es. introduzione di attività fisica, dieta equilibrata).

Obesità e sovrappeso: un peso superiore alla norma è associato a un rischio elevato; all'aumentare del peso aumenta progressivamente il rischio cardiovascolare.
Colesterolo totale alto: il colesterolo è una delle sostanze che si depositano sulle pareti delle arterie restringendone il lume. Per maggiori dettagli si veda l'articolo sulla relazione tra colesterolo e salute

Colesterolo LDL alto: il colesterolo LDL, meglio conosciuto come "colesterolo cattivo", quando è troppo alto rappresenta un importante fattore di rischio cardiaco.

Colesterolo HDL basso: le lipoproteine HDL hanno un ruolo importante nel rimuovere il colesterolo in eccesso dai tessuti e impedire che si depositi nelle arterie. Per tale ragione svolgono un'azione protettiva nei confronti della malattia cardiovascolare. Se la concentrazione di colesterolo HDL nel sangue non è sufficientemente elevata, l'azione protettiva non è efficace.

Diabete mellito: oltre ai problemi tipici della malattia, contribuisce all'innalzamento del rischio cardiovascolare. Se il diabete è correttamente trattato e curato, il rischio che ne deriva diminuisce sensibilmente.

Sedentarietà: è un fattore di rischio importante che molto spesso viene trascurato. L'assenza di attività fisica, oltre a favorire un aumento del peso corporeo, impedisce all'apparato cardiocircolatorio di mantenersi in salute ed efficienza.

I fattori di rischio elencati sopra sono indipendenti: ciò significa che ogni fattore è di per sé decisivo nell'aumentare il rischio cardiovascolare, indipendentemente dalla presenza o meno di altri fattori correlati.

Potrebbe sembrare un dettaglio insignificante, ma non è così; si pensi ad esempio all'obesità: di solito è associata a ipertensione, colesterolo alto, diabete di tipo 2. Tutti fattori di rischio cardiovascolare indipendenti che si vanno a sommare al fattore "obesità".

Il lato positivo è che, intervenendo in modo intelligente, è possibile eliminarne o attenuarne più fattori di rischio in un solo tempo. Si noti in questo senso la potenza dell'esercizio fisico:

contribuisce a ridurre il peso corporeo;
aiuta a mantenere la pressione arteriosa bassa;
abbassa il colesterolo cattivo e alza quello buono;
contribuisce a evitare l'insorgere del diabete di tipo 2;
elimina, ovviamente, il fattore di rischio "sedentarietà".
Con un "piccolo" cambiamento allo stile di vita è possibile eliminare ben cinque fattori di rischio dalla propria vita!

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