Wednesday, September 14, 2011

Il rischio cardiovascolare (I)

La malattia cardiovascolare si può manifestare in diversi modi, i più importanti sono:

Ictus: un'arteria che porta il sangue al cervello si ostruisce. Al cervello viene a mancare il necessario rifornimento di ossigeno e nutrienti: i danni che ne conseguono possono essere più o meno gravi, fino alla morte nel peggiore dei casi.
Angina: il cuore è un muscolo come gli altri del nostro corpo e per funzionare ha bisogno di ricevere un flusso continuo di sangue attraverso le arterie coronarie. Quando le arterie coronarie si restringono a causa di depositi di grassi e altre sostanze, il sangue che affluisce al cuore non è sufficiente e questo causa appunto il dolore detto angina.

Infarto: le arterie che irrorano il cuore si occludono, ma in questo caso l'occlusione è completa o quasi. Il muscolo cardiaco non è più in grado di pompare il sangue necessario all'organismo stesso per rimanere in vita. Nel migliore dei casi un intervento medico tempestivo può salvare la vita al paziente, che andrebbe altrimenti incontro a morte certa.

Il processo che porta alla restrizione delle arterie (aterosclerosi) non è stato ancora del tutto compreso. Si sa di certo che, in alcune circostanze, all'interno delle pareti delle arterie si formano depositi di colesterolo e di altre sostanze. Con il tempo questi depositi tendono a crescere di volume, causando il progressivo restringimento del vaso sanguigno. La scienza medica ha identificato negli anni alcune delle circostanze che facilitano l'insorgere della malattia cardiovascolare e vengono comunemente indicate come fattori di rischio cardiovascolare.

La presenza di uno o più fattori di rischio aumenta la probabilità che negli anni successivi si verifichi un evento cardiovascolare. I fattori di rischio possono essere classificati in due categorie:

Modificabili: possono essere annullati o almeno attenuati modificando le abitudini e lo stile di vita del soggetto (es. fumo di sigaretta);

Non modificabili: non è possibile intervenire per ridurne l'impatto sul rischio cardiovascolare (es. l'età).

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